Storia - 3°parte

- Spoleto è di Serie A -

Tempi eroici quelli ma segnati da eventi leggendari centri nevralgici dell'insegnamento del basket erano la Robur, sezione pallacanestro dell'Unione Spoletina e la Pallacanestro Dante Alighieri. Il massimo traguardo fu raggiunto nella stagione 1957-58, allorché la compagine allenata dal mago, professor Otello Venturi, si aggiudicò in un clima entusiasmante al cospetto di oltre 1000 spettatori a partita il Campionato Nazionale di Serie B. Per accedere alla massima categoria fu necessario disputare uno spareggio sul campo del Foro Italico. Gli spoletini si trovarono di fronte lo squadrone di Porto San Giorgio il più blasonato delle Marche nel quale militavano atleti di chiara fama: in quella lontana mattina del 10 maggio almeno 1500 nostri concittadini si portarono a Roma con Pullman, in treno, con ogni mezzo, per assistere al memorabile incontro. Il pronostico indicava un sicuro vincitore, Il Porto San Giorgio. Al palpitante confronto. oltre ad un pubblico record si dettero convegno gli inviati speciali dei maggiori giornali sportivi e dei vari quotidiani nazionali. La Robur Spoleto iniziò timidamente tanto che i marchigiani si portarono in 12 minuti sul 32-19, confermando l'impressione di un loro facile successo. Ad un certo punto però si scatenò Sandro Baglioni detto "Strong", che realizzò 8 punti consecutivi, riducendo a 5 lo svantaggio. Fu il segnale della riscossa. Gli spoletini sembravano volare: Pietro Furiosi divenuto poi primario chirurgico all'ospedale di Foligno primeggiava sui rimbalzi, Pietro Sbardella detto l'uomo dal braccio d'oro, vinceva tutti i duelli con il pivot avversario Pompei. Gli altri, Alberto Baglioni, Ferrazzi, Fernetti, Alberto Gradassi, Laudicina e l'allora giovanissimo Auquadero fecero i miracoli. Il primo tempo con i sostenitori spoletini in delirio terminò con la Robur del presidentissimo Francesco Merini, grande pioniere della Pallacanestro umbra, con i nostri eroi in vantaggio per 49-47. Al termine la Robur si impose sul filo di lana per 80-78 grazie a due personali messi a segno dal glaciale Pietro Furiosi. Suonò la sirena, i tifosi spoletini invasero il campo portando in trionfo i propri beniamini. Per le vie di Spoleto si poté assistere ad una sfilata di gente in festa che procedeva con poche automobili, molto motorini e centinaia di biciclette.

 

In quei tempi non c'erano gli sponsors, si giocava all'aperto e non c'era alcuna possibilità di trovare denaro per prendere parte al campionato di Serie A, nonostante gli appassionati tentativi di Carletto Alianti, Alfredo Micucci, Carlo e Walter Minestrini, Renzo Pastorelli, Paolo Uccellani, Alfio Silvestri ed altri sportivi. Da ricordare che nella prima pagina del "Il Corriere dello Sport" figurò all'indomani dello spareggio il seguente titolo: <<I diavoli di Spoleto si impongono sui giganti marchigiani>> ed ecco il sottotitolo: <<David mette la museruola a Golia>>. Per il "Corriere dello Sport" che inviò a Spoleto due "strilloni" romani, fu il record delle vendite, vale a dire 2000 copie. Scusate se è poco.

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